|
Case e Palazzi di Praga oggi considerati monumenti d' arte: architettura e stili di Praga
Case e Palazzi come Monumenti d’ arte La bellezza di Praga stà anche nel fatto che in essa si possono ammirare diversi stili visibili nella architettura cittadina Ecco che Gotico, Rococò, Barocco, Neoclassico e Art Nouveau si trovano sparsi nei vari palzzi che sono considerati delle vere e proprie opere d’ arte. E’ come vedere un libro di storia dell’ architettura vivente. Sono i vari stili architettonici che si alternano sulle facciate dei palazzi color pastello sorti tra il Seicento e il Settecento ai lati della Piazza. Affreschi, statue, graffiti, finestre a bifore, sculture gotiche e timpani Art Nouveau impreziosiscono e diversificano inoltre questi edifici. Accanto a San Nicola,vanno segnalati un edificio neobarocco (con un portale a colonne sormontato da statue),la sede del ministero del commercio (in stile Secessione) e,infine, un palazzo gotico che ospita un convento paolino. Proseguendo in senso orario, al numero 12, si affaccia il palazzo Goltz-kinsky’, progettato in stile Rococò da Anselmo Lurago tra il 1755 e il 1765 per il conte Goltz. Oggi qui sono custodite le collezioni di grafica della Galleria Nazionale. A fianco,invece, al numero 13, la trecentesca “Alla Campana di Pietra”, raro esempio di edificio-torre medievale in stile gotico,è ora sede di concerti. Oltrepassato un edificio rinascimentale si trova la casa “All’Unicorno Bianco”, d’impianto romanico,con facciata secentesca e splendidi portici . S’incontrano poi la neorinascimentale Casa Storch, la casa “Al Tavolo di Pietra”( arricchita di finestre decorate) e il palazzo Torre “Al cavallino Bianco”,di origini romaniche con rifacimenti tardogotici. Proprio sull’angolo del municipio, infine, è situata la celebre casa “Al Minuto”,edificio ad arcate la cui facciata è ornata con graffiti rinascimentali. Fu qui,negli anni compresi tra il 1889 e il 1896, che Franz Kafka trascorse la sua infanzia. VOGLIA DI LIBERTY.
All’inizio del ‘900, a Praga c’era qualcosa di nuovo. E non soltanto nell’aria. Anche di realmente tangibile. Il XX secolo,infatti,influenzò il suo aspetto in maniera piuttosto forte. Già dalla seconda metà del XIX secolo,il centro si stava spostando verso la Città Nuova. In piazza Venceslao e nei viali Nàrodni e Na Prikope,che si diramano da qui,comparvero le prime trasformazioni, e ora quella piazza rappresenta da sola un compendio d’architettura degli ultimi cento anni. In corrispondenza dell’emergente società industriale e dei nuovi sviluppi,le forme degli edifici dovevano mostrare la rottura con il passato. Si sfruttarono materiali e tecnologie edili innovativi. Ghisa,acciaio e vetro vennero impiegati per la costruzione di palazzi che volevano essere l’espressione della modernità. Già nel 1891,l’Esposizione Giubilare nazionale del Regno Boemo aveva gettato le basi a Praga per lo stile che si diffonderà come Art Nouveau in Francia, Sezession in Austria-Ungheria e Secese in Boemia. Il Palazzo dell’Industria (oggi Palazzo dei Congressi),una struttura in metallo e vetro,venne realizzato proprio per l’occasione. Pure l’Hanavsky’ Pavilòn, un padiglione manieristico composto da colate di ghisa, faceva parte dell’esposizione. In seguito fu trasferito nel quartiere di Letnà, dove si trova attualmente, e trasformato in un elegante ristorante. Guardando a Parigi come fonte di ispirazione per il volto moderno della città, si ambiva a costruire grandi boulevard e quartieri pomposi. Per iniziare anzi si pensò di riprodurre una piccola copia della Tour Eiffel, collocata sulla collina di Petrìn. La volontà dei nuovi urbanisti di distruggere le facciate gotiche e barocche in favore della modernizzazione non incontrò però il consenso del pubblico. In compenso, per mano degli architetti interpreti della secessione, vennero edificate intere zone che portavano la loro impronta. Si trattò soprattutto di abitazioni private ma anche di edifici pubblici. Sono degli anni Dieci la Obecni Dum o Casa Municipale in Namèsti Republiky, progettata da Polivkà e Balsanèk (e decorata dai migliori artisti e scultori del momento), la Stazione Centrale Wilsonovo di Josef Fanta, che aveva partecipato alla costruzione del Teatro Nazionale, e il Ponte Cechuv di Jan Koula,che collega la città Vecchia al quartiere di Letnà. Un esempio puro della Secessione Praghese è Casa Peterka, in piazza Venceslao 77, realizzata da Jan Kotera, allievo del noto Otto Wagner dell’Accademia di Belle Arti di Vienna. Pure gli Hotel Europa (piazza Venceslao) e Central (Via Hybernskà) e l’elegante Koruna pasàz,una delle tante gallerie commerciali che s’incontrano attorno a piazza Venceslao,riprendono le decorazioni floreali tipiche e i dettagli in oro e metallo. Verso il 1910 ,il disegno della città nuova era così pronto,in tempo per quando, otto anni più tardi, sarebbe diventata la capitale dello Stato indipendente della Cecoslovacchia. IDEE DEL CUBO. Il desiderio di modernità e di astrazione sempre maggiore arrivò con il cubismo.Mentre ancora si ultimavano i palazzi dai tratti morbidi e sinuosi,a Parigi Picasso rivoluzionava la pittura dipingendo angoli aguzzi e linee spezzate,che riproponevano le sfaccettature prismatiche del cristallo.Poco tempo dopo,il Cubismo si tradusse nell’architettura e nella creazione di mobili in Cecoslovacchia,dove fu di breve durata ma assai produttivo.Del movimento ceco facevano parte una schiera di giovani architetti,tra cui Josef Chocol,Vlatislav Hofman e Josef Gocàr,tutti allievi di Kòtera.Ville cubiste sorsero sotto la fortezza di Vyserhad,in gran parte opera di Chocol. La casa della Madonna Nera (Stare Mèsto,Ovocny’ trh 19),di Gocàr,che oggi raccoglie in un museo le creazioni cubiste,è un esempio ben riuscito di questo stile.E nonostante già la prima versione del progetto fosse stata ampiamente criticata sin dall’inizio,Gocàr volle accentuarne al massimo il carattere,fece anzi realizzare arredi e decorazioni cubiste anche per il caffè che si trovava al primo piano dell’edificio.Lo stesso Gocàr progettò la Banca delle Legioni Cecoslovacche,mentre non è certo l’autore del famoso Lampione con sedile (Jurgannovo Namèsti),il lampione soprammobile con panca incorporata dalla linea sagomata.Dopo l’interruzione forzata dovuta al primo conflitto mondiale,Janak e Gocàr cercarono di ristabilire uno stile architettonico ceco che riprendesse il cubismo,ma che abbandonava le linee spigolose in favore di altre più arrotondate.Il Rondocubismo ebbe vita ancor più breve.Tra i rari edifici costruiti in stile,Janak firmò il Palazzo Adria (Jungmannova 31),ex sede della Riunione Adriatica di sicurtà. SPAZIO AL NUOVO
Per le neogenerazioni di architetti era tempo di cambiare.Lo stile troppo decorativo e superficiale doveva ora lasciare spazio ad un approccio più freddo.Per il Funzionalismo lo scopo finale dell’edificio e i materiali usati,quali acciaio,cemento armato e vetro,si dovevano mettere in mostra.Fu così appunto per il Palazzo delle Esposizioni (Dukelskych hrdinu 45-47),nato come centro fieristico negli anni Venti e trasformato negli anni Ottanta nella Galleria Nazionale d’arte moderna.In tale stile si costruirono diversi palazzi per uffici e grandi magazzini.Sempre negli anni Venti,Josip Plecnìk fu invitato dal Presidente Masaryk a rimodernare il Castello di Praga.Gli interventi,che furono oggetto di polemica per il carattere eccessivamente innovativo,riguardarono i cortili del Castello,alcuni interni e i giardini,anche se l’opera più evidente di Plecnìk fu la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Vinohrady,che si presenta come una sagoma pulita e foderata di Clinker marrone.Ancor più essenziale,nelle sue sembianze di scatola funzionalista completamente bianca,è la Galleria d’arte Manes,dal nome dell’architetto che la progettò negli anni Trenta,sull’isola Slovansky. Il periodo socialista determinò gli anni bui della produzione architettonica.Il Realismo Sociale,che si mosse sulle orme funzionaliste,riuscì a dare vita solo a edifici impersonali,massificati e formati da anonimi pannelli di cemento sul modello sovietico,come il grattacielo dell’Hotel Holiday Inn. Un’eccezione in questo senso fu l’ampliamento del Teatro Nazionale.Accanto all’edificio originale si aggiunse la Novà Scèna,un cubo di vetro progettato dal maggiore architetto dell’era socialista,Karel Prager,e oggetto di amore-odio da parte dei praghesi.
UFFICI E CAFFE’ E’ solo in seguito al cambiamento politico dopo il crollo del sistema socialista e l’istituzione della Repubblica Ceca nel 1993 che arrivano nell’architettura sferzate di novità,dominate si dalle esigenze commerciali e di globalizzazione che riguardano il resto d’Europa,ma che coinvolgono architetti stranieri accanto a quelli nazionali. L’esempio più lampante a tale proposito è la famosa Casa Danzante (Rasìnovo nabrèzi 80),progettata da Frank Gerhy e Vlado Milunic e meglio conosciuta come Ginger e Fred per la forma che,con molta fantasia,ricorda due ballerini.Ospita soprattutto uffici,ma il ristorante alla moda che si trova all’ultimo piano offre il pretesto per visitarla.Sulla scia del Postmodernismo sono sorti nuovi edifici o altri sono stati rimodernati,a dare alla capitale ceca un carattere contemporaneo in contrasto con i palazzi storici.Il pasàz Myslbek (piazza Venceslao),una galleria commerciale,è un raro esempio di architettura contemporanea in centro città.Il pasàz Jiriho Grossman (Politickych vèznù 14)è stato invece rimodernato per contenere negozi e un caffè minimalista.Uguale destino è toccato al centro commerciale Darez (ancora piazza Venceslao),commistione di classicismo e post-moderno.Poi alberghi,banche,palazzi di vetro lucidato a specchio,come la sede delle Assicurazioni Generali (Belehradskà 132),che mantengono quanto già previsto da Rilke.
|